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5° Convegno


Ginecologo

 

Il diabete interferisce in molte fasi e problematiche importanti della vita di una donna, dalla pubertà alla gravidanza, alla contraccezione.

Per quanto riguarda la pubertà non si registrano particolari problemi tranne, in alcuni casi, un certo ritardo nel menarca (comparsa della prima mestruazione ), e un limitato impatto sulla regolarità del ciclo mestruale (peraltro fenomeno comune a questa età). Spesso si verificano picchi di iperglicemia nel periodo mestruale, che richiedono adattamenti della terapia (in circa il 40 % delle adolescenti), mentre più raro è il fenomeno opposto di ipoglicemie.

Anche la frequenza di candidosi non è significativamente più elevata nelle ragazze con il diabete.

Il diabete non altera in modo significativo la fertilità di una donna, a meno che non vi sia presenza di insufficienza renale (mai presente in donne giovani): peraltro, se da un lato si può concepire senza particolari problemi, dall’altro la gravidanza richiede molta attenzione.

Infatti, anche se la gravidanza è controindicata solo in presenza di complicanze gravi, vi sono tuttavia una serie di problematiche ad essa connesse che vanno seriamente considerate e affrontate.

Un primo aspetto riguarda la retinopatia: durante la gravidanza tende a peggiorare ma dopo iil parto regredisce spontaneamente; nei casi più gravi è consigliabile ricorrere a trattamenti con laserterapia prima di iniziare la gravidanza.

Un aspetto più complesso riguarda gli effetti del diabete sull’embrione. La placenta costituisce una barriera contro l’insulina ma è attraversata dal glucosio ematico così che il livello di glicemia materno influenza direttamente lo sviluppo dell’embrione e dei suoi organi. In particolare il diabete può avere conseguenze sull’accrescimento dell’embrione, a causa di una maggiore produzione di insulina fetale (spesso nascono bambini molto grossi, con peso superiore a 4 kg) e sul rischio di malformazioni (il rischio sale dal 2% delle donne sane al 10% nelle donne con diabete).

E’ importante sottolineare che questi rischi sono legati esclusivamente al metabolismo e non a fattori genetici. A questo riguardo è quindi essenziale un ottimo controllo metabolico fin dal concepimento, in quanto è proprio nelle prime settimane di gravidanza (7-8 settimane), quando spesso non esiste ancora la consapevolezza del proprio stato, che si sviluppano tutti gli organi principali.

Il rischio di malformazioni cresce enormemente al variare dell’emoglobina glicosilata, passando dal 3-4% con valori che si scostano dalla media meno del 2% (quindi al di sotto di 7.5-7.8) al 20% e oltre con valori di emoglobina superiori a 10.

Secondo alcuni studi, un buon controllo metabolico riduce il rischio a valori non troppo diversi o addirittura uguali a quelli di tutte le donne.

Il concepimento va quindi accuratamente programmato e gestito in modo efficace.

La richiesta di insulina varia durante la gravidanza: si riduce nel primo trimestre per poi aumentare (fino al doppio dei valori pre-gravidici) nelle fasi successive e infine ritornare al livello precedente dopo il parto. Al tempo stesso la gravidanza tende a stabilizzare le glicemia.

Esistono alcuni ulteriori rischi, sempre correlati al controllo metabolico: la mortalità prenatale è più elevata anche se un attento controllo e opportuni interventi preventivi (es. taglio cesareo o anticipazione del travaglio, quando necessario) possono ridurre i rischi a livelli quasi “normali”:  oltre il 95% delle donne con diabete partoriscono infatti bambini sani e in buona salute.

Quale rischio ha il figlio di contrarre il diabete in un secondo momento? Se la donna è diabetica il rischio varia tra 1% e 6%, se è diabetico il padre il rischio sale al 6%-9%, se lo sono entrambi è del 30% (contro 0.1-0.2 % della popolazione normale).

 

La contraccezione

 Pillole a bassissimo dosaggio (con impatto minimo e lieve aumento della richiesta di insulina), spirale (senza impatto sul metabolismo), e ora la pillola a sola base di progestinico (con minore impatto sul metabolismo) sono indicate e utilizzabili liberamente anche dalle donne con il diabete.

 

 

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