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Convegni Scientifici

5° Convegno


Internista

 

Circa il 35 % dei pazienti diabetici presentano una qualche forma di neuropatia, intesa malattia del sistema nervoso periferico.

Tale sistema comprende 3 tipi di fibre: sensitive, motorie, e autonomiche, che possono essere interessate in varia misura a combinazione della malattia. Il sistema “autonomo” o vegetativo innerva la muscolatura liscia dei vasi sanguigni, dell’apparato respiratorio, genito-urinario, gastro intestinale, del muscolo cardiaco, degli occhi, delle ghiandole. Comprende la parte simpatica e quella parasimpatica (sezione craniale e sacrale). Ha la funzione di mantenere costanti e stabili la temperatura e la pressione arteriosa dell’organismo, attraverso una continua regolazione.

In particolare per quanto riguarda l’apparato circolatorio il sistema nervoso autonomo influenza la frequenza cardiaca e la vasodilatazione (calibro dei vasi), allo scopo di mantenere costante la pressione. Ad esempio un aumento di pressione genera un meccanismo riflesso che induce vasodilatazione e riduzione di frequenza. Il Sistema nervoso autonomo produce continue oscillazioni del ritmo cardiaco, adattandolo all’attività respiratoria e fisica.

Un danno autonomico provoca alterazioni alla frequenza cardiaca, sia a riposo che sotto sforzo, irregolari comportamenti della pressione, eccessivo aumento della respirazione e della sudorazione, inadeguata termoregolazione e anomale risposte alle ipoglicemie.

Si traduce cioè in un quadro di instabilità cardiovascolare.

E’ una complicanza tardiva (si manifesta cioè dopo molti anni di malattia diabetica), per lo più legata a un cattivo controllo metabolico: tuttavia poiché i segni possono essere lievi e passare inosservati è importante una attività di test e screening, in particolare prima di attività sportiva agonistica.

I test cardiovascolari si basano sulla misura della frequenza cardiaca e della pressione al variare di alcune posizioni.

Consistono in un elettrocardiogramma e nella misurazione continua della pressione, battito per battito, durante l’esecuzione di varie manovre. La manovra di “Valsalva”, ad esempio, che consiste nel soffiare dentro un manometro per alcuni secondi, perturba l’equilibrio pressorio ed evoca una risposta riflessa che ripristina rapidamente la condizione di partenza: tale risposta è assente o anomala in presenza di danno autonomico.

Con metodiche più sofisticate si elabora l’elettrocardiogramma così da evidenziare la presenza di due picchi di frequenza cardiaca, legati all’attività simpatica e parasimpatica, ben evidenti in soggetti sani.

In oltre 10 anni di test e screening in ragazzi diabetici seguiti dal nostro Dipartimento non si sono mai riscontrati ragazzi positivi (con presenza di danni autonomici), così che il diabete si conferma non essere ostacolo alla pratica sportiva, come ampiamente dimostrato dal  raggiungimento di risultati anche eccezionali da parte di illustri campioni.

 

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