Che cos’è l’iperglicemia?
Con il termine “iperglicemia” si intende quella condizione in cui si riscontrano valori elevati di glicemia nel sangue a digiuno maggiore di 100 mg/dl. Per la diagnosi di diabete è sufficiente un valore di glicemia a digiuno >126 mg/dl confermato in almeno due giornate differenti
Quali sono i sintomi dell’iperglicemia?
Spesso l’iperglicemia non dà alcun sintomo né segno, per questo il diabete (malattia cronica secondaria alla persistente iperglicemia) è ritenuto una malattia subdola. A volte i sintomi compaiono quando la malattia è già presente da anni. Una grave iperglicemia si caratterizza per:
- Stanchezza
- Aumento della sete (polidipsia)
- Aumento della diuresi (poliuria)
- Perdita di peso involontaria, talvolta in concomitanza a un aumento dell’appetito
- Malessere
- Dolori addominali
Nei casi più gravi possono presentarsi anche confusione mentale e perdita di coscienza.
Lo sapevi che…
“L’iperglicemia, ovvero livelli elevati di zucchero nel sangue, spesso non manifesta sintomi evidenti, specialmente nelle fasi iniziali. Questa “silenziosità” rende il diabete una malattia subdola, tanto che la diagnosi può arrivare anche dopo anni dalla sua insorgenza. Tuttavia, quando l’iperglicemia diventa grave, può portare a sintomi come sete intensa, aumento della minzione e stanchezza, e nei casi più seri anche a confusione mentale e perdita di coscienza..”
Che cos’è l’ipoglicemia?
Nei pazienti con diabete, l’ipoglicemia si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue scendono al di sotto di una certa soglia, tipicamente inferiore a 70 mg/dl, sebbene i sintomi possano manifestarsi anche con valori più alti, a seconda della risposta individuale. Nelle persone senza diabete, l’ipoglicemia si verifica raramente e comporta la presenza di valori di glicemia sotto i 55 mg/dl con sintomi specifici.
In base al grado di severità, l’ipoglicemia può essere classificata in:
- Grado lieve: caratterizzato dalla sola presenza di sintomi adrenergici (tremore, sudorazione, palpitazioni, tachicardia, senso di freddo) che il paziente riesce a gestire in autonomia con l’assunzione di zuccheri per via orale.
- Grado moderato: ai sintomi adrenergici si aggiungono quelli neuroglicopenici (disturbi dell’attenzione, debolezza, parestesie e confusione mentale); nonostante una maggiore difficoltà, anche in questo caso il paziente riesce a gestire la situazione in autonomia.
- Grado grave: lo stato di coscienza del paziente è alterato ed è pertanto necessario l’aiuto di altre persone. In questi casi, è necessario un trattamento immediato con somministrazione di glucagone
